Attacco al Mater attacco alla Gallura

A voler dare libero sfogo alla tendenza nazionale al complottismo, si potrebbero con immediatezza ipotizzare gli occulti ispiratori dell’annunciata iniziativa contro l’apertura del Mater Olbia da parte di ‘Caminera Noa’. Community facebookiana, ora costituendo partito-progetto, con un manifesto ideologico fondato su indipendentismo, anti-militarismo e anti-colonialismo imperialista. Questo è quel che si legge sui post della loro pagina social, parole di un altro tempo, un déjà vu storico-politico.  Lungo sarebbe l’elenco di pensatori, rivoluzionari di professione, cattivi maestri o semplici naif del velleitarismo politico che predicavano di voler cambiare il mondo  e in molti casi l’hanno reso peggiore. Tornando al nostro incipit sarebbe fin troppo facile riportare l’analisi delle ipotesi complottiste sul terreno dell’ennesima trama cospiratoria ordita dal partito anti-Gallura. Ma l’alternativa sarebbe credere che, spontaneamente e in buona fede, si possa manifestare contro l’apertura di un ospedale;   che in fondo è come protestare contro sé stessi . Qualcosa che ancor prima dell’indignazione, solleva stupore perché priva di un senso.  Ospedale è il luogo in cui si somministra, insieme a cure e assistenza, la vita alle persone. Ospedale è il luogo in cui la morte è fatto episodico e non ricercato. Un senso avrebbe piuttosto la protesta contro l’azienda tedesca che, sempre in Sardegna, produce ordigni a scopi bellici ed  è fabbrica di morte per il popolo yemenita. Ma non ci risulta che manifestazioni per la chiusura della RWM Italia siano nel curriculum  di  ‘Caminera Noa’ . Come non rileviamo nelle attività del sedicente partito-progetto anti-imperialista alcuna battaglia ideologica contro il ben più corposo e diversificato portafoglio di investimenti finanziari e immobiliari del Qatar in Italia; rispetto al quale Costa Smeralda, Mater Olbia e Air Italy rappresentano asset significativi, ma finora non strategici sotto il profilo della redditività. Eppure l’annunciata manifestazione di protesta fonda le sue ragioni sulle mire imperialiste dell’Emirato che però varrebbero solo per il Mater Olbia, ma non ad esempio per l’importante  partecipazione del Fondo sovrano in Cassa Depositi e Prestiti: non è forse questo aspetto più cruciale per gli interessi nazionali, rispetto alla discussione sull’apertura di un ospedale nel nostro territorio che di strutture e servizi sanitari ha invece un gran bisogno?  Su quest’ultimo punto che ci sembra alla fine dirimente della questione citiamo due interventi pubblici di questi giorni : il primo dell’Associazione Diabete Gallura che ricorda come la Sardegna sul fronte di malattie croniche, come il diabete mellito, vanti il triste primato europeo dell’incidenza percentuale di ammalati rispetto alla densità della popolazione e invita riportare l’attenzione sugli sprechi perpetrati nella sanità da nord a sud dell’Isola, invece di ostacolare il Mater Olbia che “illumina le nostre speranze e quelle dei nostri figli”.
Il secondo contributo è quello del Tavolo Associazioni Gallura che riporta in un comunicato  i dati ufficiali sulla dotazione di posti letto ogni 1000 abitanti : Gallura 2.2, contro i 4.64 di Cagliari, i 3.92 di Sassari e i 3.56 della media regionale. Il Mater Olbia opererebbe quindi in sinergia e sarebbe complementare all’insufficiente offerta del servizio sanitario pubblico, anche a fronte del fatto che la Gallura è l’unica area in cui la popolazione aumenta, ma il territorio è fortemente penalizzato in termini infrastrutturali, in primis nei servizi sanitari.  E  rivolge una domanda retorica la sigla che racchiude le rappresentanze imprenditoriali e sindacali galluresi,  sul perché iniziative analoghe non siano state rivolte anche nei riguardi della sanità privata di Cagliari e Sassari che ogni  anno assorbe 99 milioni di euro di fondi pubblici.  L’apertura del Mater abbatterebbe inoltre i costi della mobilità passiva, che grava sulle casse della Regione per  le cure cui i sardi sono costretti  negli ospedali della Penisola.  Per queste ragioni, ma anche per l’impatto economico e occupazionale, l’apertura del Mater Olbia secondo il T.A.G. va difesa, non ostacolata. – L’attacco contro il Mater Olbia -, conclude la coordinatrice Luisa Di Lorenzo,  – non è altro che l’ennesimo attacco contro la Gallura -.
Gallery  : Mater Olbia – Rappresentanti del T.A.G. con Lucio Rispo di Q.F.E.
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