In Sardegna  la sfida è green  

Energia dal vento, dal sole, dall’acqua, ma anche dal calpestio dei passi come nell’esperienza di Veranu l’impresa sarda nata poco più di due anni fa, raccontata da uno dei due cofondatori Giovanni Sanna, intervenuto a Olbia alla tavola rotonda promossa dal Consorzio Industriale gallurese, moderata dal direttore Aldo Carta, sul tema delle fonti energetiche rinnovabili e sulla fase di transizione in corso in Sardegna. Veranu ha sviluppato una tecnologia innovativa  capace  di convertire i passi in energia; il camminare genera  elettricità con una destinazione specifica in grado di alimentare grandi spazi molto frequentati, come aeroporti e centri commerciali. Incontrare gli ideatori di progetti d’impresa nella green economy, sviluppandone le potenzialità di successo sul mercato, è l’obiettivo del  progetto presentato durante il convegno da ERG, operatore nazionale del settore, presente in Sardegna e anche in Gallura, che con l’iniziativa “ERG Re-Generation Challenge” dedicata ai temi dell’energia sostenibile e all’economia circolare, vuole supportare le nuove imprese verdi con  diverse forme di collaborazione.
L’incontro organizzato dal Consorzio Industriale Provinciale Nord Est è stata l’occasione per un focus sulla Sardegna, regione particolarmente vocata alla produzione energetica da fonti naturali rinnovabili che con l’eolico occupa il 10% del mercato nazionale, ma con prospettive di medio-lungo termine che rivelano forti criticità. Giuseppe Consentino, responsabile relazioni esterne di ERG, ha evidenziato l’importanza di mettersi al passo con gli obiettivi della SEN, la  Strategia Energetica Nazionale che prevede di traguardare entro il 2050 una produzione industriale decarbonizzata. Quella attuale è una fase di transizione in cui ogni regione italiana dovrà impegnarsi, con investimenti di capitali e nella formazione di competenze, per raddoppiare la produzione di energia da fonti naturali  rinnovabili realizzando la progressiva riduzione delle emissioni di anidride carbonica responsabili dei cambiamenti climatici e dell’aumento delle temperature. “Un traguardo che rappresenta una sfida epocale, considerando le dimensioni limitate del nostro paese”, ha  sottolineato Consentino evidenziando  come  in Sardegna la dotazione di impianti eolici sia in larga parte datata quindi tecnologicamente matura o obsoleta, con una capacità produttiva insufficiente rispetto agli obiettivi del piano nazionale e a fronte di incentivi agli investimenti  in scadenza  tra un paio d’anni. “Occorre il repowering delle turbine, in cui ERG sta orientando il proprio business futuro,  che prevede la  sostituzione delle vecchie pale eoliche con un numero ridotto di nuove e più efficienti turbine, in grado di garantire una produzione maggiore di energia utilizzando la collocazione attuale.  “ERG con un piano di investimenti per 400 milioni di euro potrebbe destinarne 130 alla Sardegna, generando occupazione diretta e nell’indotto in sinergia con le imprese locali”  ha concluso Consentino.
Sulla necessità di guardare al futuro, lavorando sul presente, è intervenuto per l’università di Sassari, Gabriele Mulas che ha illustrato le attività nell’ambito della ricerca e della sperimentazione che oggi affiancano l’offerta formativa tradizionale dell’Ateneo. Due corsi di laurea avviati nel nuovo anno accademico su  “Gestione Energetica e Sicurezza”  e  “Ingegneria Informatica”  per offrire opportunità professionali nella green economy e nelle tecnologie digitali, ma anche un ruolo dell’Università ripensato quello descritto da Mulas che ribalta l’idea della formazione solo per il posto fisso integrandola con il supporto all’auto-imprenditorialità. A far nascere nuove imprese già dentro l’Università si lavora  con i “Contamination Lab” , i laboratori di contaminazione dove gruppi di studio dedicati aiutano le idee ad emergere e a diventare giovani realtà aziendali con gli incubatori d’impresa che, in rete con il CERN di Ginevra, si avvalgono anche del trasferimento delle tecnologie più avanzate.
Di nuove imprese, degli strumenti  dedicati a finanziarle ma anche  del sostegno per affrontare e superare la cosiddetta “valle della morte” la fase più difficile contro cui si infrangono i sogni di molti aspiranti neo-imprenditori, ha parlato nel suo intervento Antonio Concolino, CEO di Primomiglio, la società di gestione del risparmio e di venture capital che investe capitale di rischio in giovani aziende e nuove idee d’impresa che ricerca in giro per l’Italia attraverso la società di scouting  Dpixel, in Sardegna artefice della fase di avvio di Sardex.  Concolino ha evidenziato un aspetto delicato e molto sfidante della mission aziendale di Primomiglio quello insito nel rischio di credere e investire in nuove imprese senza una storia di riferimento, anche ad elevato contenuto di tecnologia come quelle della green economy, che faticano a trovare capitali attraverso i canali tradizionali del credito perché non affidabili sotto il profilo della redditività a breve termine e quindi nel remunerare un finanziamento bancario.
Su  imprese sarde, e supporto in particolare alle piccole-medie, ha focalizzato il suo intervento Carlo Usai di Sardegna Ricerche l’ente regionale che le affianca nella difficile fase di transizione con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica da combustibili fossili che impatta sui costi e sull’ambiente aumentando i livelli d’inquinamento.  “La Sardegna è un luogo ideale perla dotazione di elementi naturali quali il sole e il vento, il  mare che rappresentano le fonti principali per la produzione  di energia pulita e rinnovabile a basso costo e con ridotto impatto ambientale” ha ricordato Usai non trascurando un elemento di criticità ancora irrisolto quello legato all’accumulo, il vero tallone d’Achille delle rinnovabili da eolico e fotovoltaico. Le fonti naturali sono per definizione  “non programmabili” e ad oggi non esiste ancora la possibilità di stoccare la quantità di energia prodotta  per successivi utilizzi, attuando così il circolo virtuoso tra produzione, gestione nei picchi e riutilizzo. Sardegna Ricerche ha in corso diverse attività di studio e sperimentazione anche sull’energia da biomasse,  sulle possibilità di utilizzo della canapa per biocarburanti ed è l’interfaccia delle imprese alle quali offre un servizio gratuito, con personale interno e consulenze esterne se necessario, di analisi della situazione aziendale sotto il profilo energetico per rilevarne le criticità e suggerire gli interventi prioritari. Ma, ha aggiunto Usai,  è necessario anche un maggiore  impegno per migliorare l’educazione energetica, rafforzare la conoscenza delle  buone prassi nel settore e degli strumenti per  l’efficientamento energetico delle imprese.
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