Gallura 2022

“Questa è la porta della Sardegna”, così Luisa Di Lorenzo in apertura della relazione congressuale davanti all’assise della CGIL Gallura che l’ha confermata alla guida dell’organizzazione per il secondo mandato, fino al 2022.
La scelta non casuale della sala alla stazione marittima di Olbia, un simbolico omaggio alla città-guida della Gallura. Olbia storico esempio di accoglienza, quarta città sarda per popolazione e con un tasso costante di crescita demografica. Olbia città giovane, con  il  26% degli abitanti nella fascia dei millennial, in un contesto territoriale dove la rete di infrastrutture immateriali e materiali continua a rappresentare un freno allo sviluppo economico-sociale. La necessità di collegare la Gallura per garantire la mobilità interna ed esterna dei suoi abitanti  ha rappresentato un passaggio cruciale nella relazione di Luisa Di Lorenzo alla platea di delegati della CGIL e degli ospiti.  “La mobilità oggi è tratto essenziale della nostra vita” ha detto Di Lorenzo, mentre i dati esposti raccontavano un territorio con un gap di dotazione infrastrutturale nel sistema viario, portuale, aeroportuale, ferroviario, nelle autostrade digitali. E la penalizzazione più forte riguarda la viabilità con alcuni casi di emblematica gravità : la somma di ritardi nel completamento della Sassari-Olbia; il mancato potenziamento della direttrice Olbia-Arzachena-Palau-Santa Teresa nel cuore del distretto turistico; l’isolamento dell’alta Gallura dopo l’alluvione del 2013.
Dopo il focus sul  quadro infrastrutturale, la relazione ha toccato i temi più attuali del territorio lanciando già nel titolo “Gallura 2022” una sfida programmatica impegnativa che parte con la rivendicazione della provincia del Nord Est. Tra gli obiettivi prioritari la partita della sanità che Di Lorenzo ha definito “una ferita aperta” che il Mater Olbia potrà in parte rimarginare, riducendo i costi sociali e finanziari legati alla forte mobilità sanitaria dei galluresi e dei sardi verso la Penisola. L’offerta di 242 posti letto, integrandosi a quella pubblica, potrà sopperire all’insufficiente sistema dei presidi sanitari attuali a fronte di un’utenza che nei mesi estivi raggiunge numeri insostenibili.  Il Mater Olbia finanziato dal fondo sovrano del Qatar, parte del piano di investimenti dell’Emirato in Gallura che punta su sanità, trasporto aereo e Costa Smeralda. “Ci chiediamo se il piano  risponda a una logica di sistema”- ha detto Di Lorenzo – sollevando l’interrogativo con riferimento a Air Italy di cui la Qatar Airways detiene il 49%.  Di Lorenzo ha ricordato le “promesse tradite” rispetto agli accordi sindacali del 2016 che portarono al salvataggio della ex-Meridiana con il sacrificio di 400 posti di lavoro, e la vertenza riaperta quest’anno dalla decisione di Air Italy di trasferire 51 addetti dalla base del Costa Smeralda a quella di Malpensa. Il timore è che l’operazione  risponda a un piano di depotenziamento dello scalo gallurese perché spiega : “Ancora non capiamo la ragione di una decisione che riguarda personale che da sempre svolge  il proprio lavoro in remoto e  può continuare a farlo da Olbia”.
Oltre al problema occupazionale la vertenza Air Italy preoccupa perché si colloca in un contesto di declino di comparti produttivi storicamente importanti o trainanti per l’economia gallurese in particolare quello sugheriero e delle costruzioni. Il dato di Cassa Edile nord Sardegna certifica nel 2017 la chiusura di 142 imprese e 900 lavoratori in meno, confermando che la crisi del mattone non ha ancora imboccato la via della ripresa. “Invertire la tendenza si può” – ha detto Di Lorenzo – riconvertendo il settore verso un modello diverso,  che passi dalla ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente in chiave ecocompatibile e di efficienza energetica, ma anche con programmi di sostegno all’edilizia sociale, di servizi agli anziani e all’infanzia.
Bene invece i dati riguardanti il turismo,  l’aeroporto di Olbia si conferma al primo posto nell’Isola con un traffico di quasi 1,9 milioni di passeggeri nei primi otto mesi del 2018. La stagione segna un incremento di presenze e il 33% di prenotazioni alberghiere su base regionale riguarda il sistema ricettivo gallurese. Restano  problemi irrisolti l’allungamento della stagione, la formazione degli addetti, la difficoltà di mettere a sistema le risorse : dall’agro-alimentare, al vitivinicolo, alla pesca per sostenere lo sviluppo delle aree interne con l’integrazione al turismo costiero. Quindi un richiamo alla responsabilità sociale delle imprese del settore dove particolarmente incidono i rapporti di lavoro irregolari.
L’illegalità contrattuale da combattere, insieme  alla mancata applicazione delle regole per la sicurezza dei luoghi di lavoro. La Di Lorenzo cita il dato nazionale INAIL con 153 morti sul lavoro nel 2018, ma la contabilità di decessi e infortuni riguarda anche la Gallura. Nel sistema dell’illegalità le donne sono l’anello più debole, con percorsi occupazionali discontinui, lavori sotto-pagati o dequalificanti. Donne sempre più lontane dal mondo del lavoro, soprattutto dai ruoli apicali nei consigli di amministrazione delle aziende come nelle organizzazioni. E l’Italia all’ultimo posto in Europa per l’occupazione femminile.
“La CGIL dalla parte dei più deboli” di chi ha più bisogno di tutela, perché il lavoro sia davvero uno  “strumento di realizzazione personale e di coesione sociale”, ha sottolineato Di Lorenzo, allargando il fronte dell’impegno sindacale anche agli immigrati per un modello di accoglienza e integrazione solidale degli stranieri, che in Gallura rappresentano il 10,1% della popolazione.
“Gallura 2022” è per la CGIL una piattaforma programmatica basata sulla contrattazione sociale che coinvolgerà tutti gli attori territoriali. Rappresentanze sindacali, istituzioni e associazioni insieme per traguardare un modello di sviluppo locale più equo e inclusivo.
E lungo questo percorso la conquista della provincia del Nord Est è un passaggio decisivo, non per ricostituire l’ennesimo ente inutile, ma per rispondere alle ragioni di un territorio la cui crescita è storicamente ascrivibile più all’impegno dei privati che alla mano pubblica, assente nell’accompagnare lo lo sviluppo. Una Gallura che oggi arretra su molti fronti perché manca di un livello politico intermedio in grado di rappresentarla, rispondere ai bisogni della collettività su servizi pubblici essenziali, collegarla al resto del mondo.
“La Provincia per sentirsi davvero in Europa”, ha concluso Luisa Di Lorenzo.
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