Le coop rinnovano e rilanciano

 

È ancora la forma societaria più ‘bella’ quella cooperativa? Sicuramente per l’assetto organizzativo che, ispirato alla democrazia economica, unisce l’essenza partecipativa all’espressione paritaria dei ruoli; ma anche per i costi di costituzione e gestione più contenuti rispetto ad altre forme societarie. Aspetti non trascurabili per i giovani che, unendo le forze, intendano avviare un’impresa, ma anche per i meno giovani che il lavoro l’hanno perso e, costituendo una cooperativa, possono più facilmente rimettersi in gioco con un’attività autonoma. Numeri tutti positivi quelli della cooperazione italiana che ha sfoderato la sua dote di resilienza negli anni più duri della crisi economica e oggi riveste un ruolo da protagonista anche sul mercato emergente dei servizi alle persone, destinato a diventare sempre più importante in termini di occupazione e fatturato.
Anche sotto il profilo dei costi del personale l’impresa cooperativa ha i suoi tratti distintivi, tema al centro dell’incontro promosso a Olbia dalla rappresentanza gallurese di Agci – Associazione Generale delle Cooperative Italiane –  presieduta da Michele Fiori e diretta da Filippo Sanna, con l’obiettivo di illustrare alla  platea di cooperatori e di professionisti nella consulenza del lavoro le novità  scaturite dal rinnovo del contratto di lavoro delle cooperative e delle imprese sociali  del terzo settore. Il comparto in Italia interessa un universo di 370.000 addetti; impiegati in ambito socio-sanitario, assistenziale-educativo e dell’inserimento lavorativo. “Un contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto da sei anni e che ha comportato lunghe trattative per il rinnovo” il commento di Giuseppe Gizzi, responsabile nazionale Agci per le relazioni industriali e relatore dell’incontro. Gizzi, che ha partecipato al tavolo delle trattative con i sindacati nazionali e le delegazioni delle altre due associazioni di rappresentanza Lega Coop e Confcooperative, ha illustrato i punti cardine del nuovo contratto, ponendo l’accento sull’impronta di flessibilità che lo caratterizza e che non va intesa nell’accezione negativa di precarietà dei rapporti di lavoro.
Agli aumenti in busta paga divisi in tranches fino al 2020, e con i necessari distinguo in base alle diverse qualifiche e anzianità di servizio, il contratto integra la disciplina delle nuove competenze e figure professionali tra cui badanti e operatori sociali dell’accoglienza nel settore turistico. A questo si aggiunge un sistema di welfare aziendale a protezione del lavoratore con la sanità integrativa obbligatoria, il cui costo grava sull’impresa, e la previdenza complementare. Sul fronte della flessibilità si apre per le imprese un ventaglio di possibilità dettate dal riconoscimento delle peculiari esigenze degli operatori nel settore sociale e dei servizi alle persone. Questo lo spirito delle norme contrattuali riferibili a una gestione più elastica di banca ore, part-time e lavoro supplementare; ma anche del premio di risultato che, oltre a esentare le imprese con ricavi in perdita, verrà regolamentato a livello territoriale e su parametri aziendali collegati non solo alla performance economica, ma anche a standard qualitativi quali la soddisfazione degli utenti rispetto al servizio.
Particolarmente interessante per le imprese galluresi, vista l’incidenza sul territorio di attività legate alla stagionalità, la possibilità di derogare ai vincoli sui contratti a termine posti dal Decreto Dignità con l’estensione dei rinnovi in un arco temporale di 36 mesi e non di 24 come previsto dalla legge nazionale.
La flessibilità si declina anche con la contrattazione di secondo livello: territoriale e soprattutto aziendale. Secondo Agci, gli accordi locali diventano decisivi per il superamento di quelle rigidità che ancora i contratti collettivi nazionali di lavoro conservano, e le parti sociali nell’esercizio del loro ruolo di rappresentanza territoriale di lavoratori e imprese possono recepire al meglio esigenze e specificità del tessuto economico, stimolandone la crescita anche attraverso questi strumenti.

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